Comunicare la sostenibilità / AA. 2012/2013

Il Master universitario fa parte del sistema di azioni per l'Alta Formazione in Sardegna che costituisce la parte preponderante dell'offerta integrando ed ampliando l'esperienza del Master and Back.

L'iniziativa è parte di un programma più ampio: tre Master organizzati dal Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica (Università di Sassari) per conto della Regione Autonoma della Sardegna, che affrontano il tema della sostenibilità ambientale da altrettanti punti di vista.
In questa direzione, il Master Communication Design for Sustainability si propone di definire nuovi profili professionali, oggi fortemente ricercati, nel campo della comunicazione di contenuti complessi in campo ambientale attraverso i nuovi media e i nuovi canali informativi contemporanei.

Una componente di rilievo del Master è la sua apertura internazionale. I partecipanti al progetto trascorreranno ben quattro mesi all'estero: due a Barcellona per seguire una serie di insegnamenti parte del Master in Design and Communication organizzato dall'Università partner ELISAVA (Escola Superior de Disseny i Enginyeria de Barcelona), e altri due per svolgere un tirocinio internazionale professionale in uno degli studi professionali affiliati alla rete del Master.

Barbara Carcangiu


Federica Carta


Chiara Cattani


Uberto De Martini


Erika Floris


Daniele Lampis


Anna Marotto


Tiziana Cosso


Sabrina Melis


Massimo Pinna


Matteo Ruggiu


Giovanni Saturno


Giancarlo Sechi


Emanuel Serra

 Fabio Paladini
24-25 settembre

Il corso si propone di fornire quegli strumenti indispensabili alla strutturazione e alla scrittura di ogni racconto audiovisivo. Per comodità di trattazione si prenderà in esame principalmente la struttura di prodotti di intrattenimento cinematografico, per poi estendere le regole e le teorie così esposte ad altri ambiti, come il documentario e il reportage. Per facilitare la comprensione dei meccanismi narrativi e drammaturgici il corso prevede la proiezione e l'analisi di testi audiovisivi o di loro parti, con riferimento specifico a lungometraggi cinematografici e documentari.


Calendario

Primo giorno - All'interno della storia

Le fasi della scrittura: dall'idea alla sceneggiatura
La struttura emotiva in tre atti
Variazioni sui tre atti
La scrittura nel reportage e nel documentario
Proiezione materiali

Secondo giorno – All'interno della scena

La scrittura della scena
Costruire il conflitto
Il dialogo
Proiezione materiali
Esercitazioni pratiche

Bibliografia

Robert McKee, Story, 2010, Omero
Joseph Campbell, L'eroe dai mille volti, 2008, Guanda
David Mamet, I tre usi del coltello, 2010, Minimum Fax
Aristotele, Poetica, 2006, Laterza
Blake Snyder, Save the cat, 2005, Michael Wiese Film Productions
Linda Seger, Come scrivere una grande sceneggiatura, 2004, Dino Audino
Chris Vogler, Il viaggio dell'eroe, 1992, Dino Audino
Ken Dancyger e Jeff Rush, Il cinema oltre le regole. Nuovi modelli di sceneggiatura, 2007, BUR

16-20 Settembre,

Alfredo Calosci,
Abelardo Gil Fournier

La creación de aplicaciones interactivas implica diseñar comportamientos de elementos individuales a través de herramientas como la programación, así como comportamientos colectivos emergentes a partir de la especificación formal de relaciones entre los distintos elementos del proyecto. A su vez, el diseño de interacción exige pensar continuamente en el papel del usuario en el contexto de la aplicación, abriendo su temporalidad a nuevas formas de narratividad.

Todas estas cuestiones invitan a pensar el diseño de sistemas interactivos como sistemas con propiedades similares a las de los sistemas vivos abiertos a la exploración de los usuarios. En este taller exploraremos este sugerente paralelismo bajo el concepto de la sostenibilidad, tanto desde el trabajo práctico con la herramienta Processing como desde la revisión de una selección de proyectos de artistas y de estudios internacionales de diseño interactivo.

Traccia di Lavoro

Una grossa compagnia energetica deve raccontare ai propri investitori gli interventi ed i miglioramenti fatti per rendere la propria fornitura energetica sempre più efficiente, ma soprattutto sempre più sostenibile.
L'azienda in questione è ENEL ed il progetto di sostenibilità si chiama GREEN POWER
Il video deve avere una durata di circa 3-5 minuti e deve parlare un linguaggio moderno ed internazionale. il target è culturalmente elevato e non popolare. il video ha una valenza istituzionale e NON E' UNO SPOT. Il video verrà presentato durante una convention privata di investitori e sarà poi uploadato su internet nei canali dell'azienda.
Viene indetta una gara tra 4 agenzie alle quali viene richiesto di presentare in 2 giorni un'idea creativa.

Il video deve contenere:

- storia ed heritage dell'azienda
- dati facilmente leggibili e comprensibili
- immagini significative ed emozionanti
- sia parti girate che parti grafiche tra di loro integrate
- grande importanza alla musica

I dati da includere:

more than 900 MWs added in 2012
strong set of projects in execution
8,001 MW of total installed capacity in 2012
AVOIDED EMISSIONS: 18 million tons CO2 per year
MORE THAN 700 PLANTS in 16 countries
LARGEST renewable SMALL HYDRO portfolio
Pursue SUSTAINABLE GROWTH
worldwide LEADERSHIP in GEOTHERMAL energy
profitable GROWTH in WIND and SOLAR
22.5 TWh produced in 2011/ 25.1 TWh produced in 2012
WE ARE PRESENT IN NORTH AMERICA, CENTRAL AMERICA, SOUTH AMERICA, EUROPE, ITALY
We are the global LEADING COMPANY in RENEWABLES

Ogni gruppo/agenzia sarà formata da:

- un direttore creativo
- un grafico / motion designer
- un direttore di produzione
- un account / producer
- un regista

La presentazione dovrà contenere:

- un moodboard
- almeno 4 references visive (video)
- un'analisi dei competitors rispetto al posizionamento dell'azienda
- un'idea creativa spiegata attraverso un concept chiaro breve ed immediato
- uno script / trattamento che spieghi lo svolgimento del video
- uno storyboard / shooting board che spieghi le parti girate
- almeno 3 layout di stile del trattamento delle parti grafiche
- un 'rubamatic' / animatic che illustri lo sviluppo del video
- una selezione musicale


La presentazione dovrà essere realizzata in un formato condivisibile e funzionante (pdf); essa dovrà avere un layout gradevole ed uno stile proprio; ogni agenzia/gruppo dovrà avere un nome ed un logo.
Ciascun lavoro sarà presentato da ogni agenzia in un'esposizione di 15 min e dovrà convincere ed emozionare il cliente che l'idea proposta sia migliore delle altre.




Alla fine delle esposizioni verrà decretata l'agenzia vincente.

Michele Moretti,
Settembre 2013


 “Ora non voglio far altro che ascoltare… Odo tutti i suoni che si convogliano insieme ,
si combinano, si fondono in fuga, suoni della città ,
suoni di fuori della città, suoni del giorno e della notte…”

Walt Whitman, il canto di me stesso

Il desiderio di conservare il suono è sicuramente molto antico: una leggenda racconta che in Cina alcune donne possedevano voci talmente soavi da spingere i loro figli a volerle custodire per il futuro, così che catturarono le melodiose voci nelle cavità di alcune canne di bambù; sfortunatamente una volta riaperte era possibile udire le voci una sola volta per poi perderle per sempre.



Il paesaggio sonoro del mondo sta cambiando. L’universo acustico in cui vive l’uomo moderno è radicalmente diverso da ogni altro che l’ha preceduto. Suoni e rumori nuovi, di qualità e intensità diversa dai suoni e dai rumori del passato. Sono stati più volte sottolineati i pericoli legati alla diffusione indiscriminata di un numero sempre maggiore di suoni e sempre più potenti. L’inquinamento acustico rappresenta oggi un problema mondiale . Secondo molti autorevoli esperti se questo problema non verrà risolto il punto d’arrivo sara’ una sordità universale.
Il workshop si prefigge di far acquisire agli studenti le conoscenze audio di base, gli strumenti e le tecniche necessarie per poter affrontare un lavoro professionale legato alla produzione e post-produzione sonora. Verrà prevalentemente utilizzata una metodologia esperienziale attraverso lavori individuali e di gruppo, affiancata da momenti di introduzione teorica all’argomento, presentazioni di casi studio e rielaborazione di gruppo.

Programma


Primo giorno 5/09/2013
(parte teorica)
  1. Cos’è il suono.
  2. L’orecchio umano.
  3. Mente e suono
  4. I decibels.
(Parte teorico pratica)
  1. La registrazione on-site e in studio.
  2. I microfoni (tipi, diagrammi polari, classificazione)
Secondo giorno 6/09/2013

(Parte pratica)
  1. Tecniche di registrazione
  2. Tecniche di microfonaggio
  3.  La post produzione :sonorizzazione, sound designing; fooleyng
  4. Ricreazione di un set di lavoro utilizzando le tecniche affrontate durante il corso
Bibliografia
  • Bruce Barlett “Tecniche stereofoniche di microfonaggio” ( hoepli) 1998
  • Corelli Felici Martinelli “Elementi di cinematografia sonora” (lambda ed.) 2006
  • Bob Katz “Mastering audio Bob Katz” (focal press) 2002
  • William Moylan “L’arte della registrazione” (hoepli) 2002
  • Huber Runstein “Modern Recording Techniques Huber Runstein” (focal press) 1995
  • Marco Sacco “Imparare la tecnica del suono” (lambda ed.) 2005
  • R. Murray Schafer “Il paesaggio sonoro” (ricordi lim.) 1985

13-29 Giugno 2013

Finalità e Obbiettivi

Il workshop intensivo Tirocinio Territoriale si prefigge di essere uno dei punti di sintesi tra l’attuazione delle competenze tecniche-metodologiche acquisite durante il Master e  l’applicazione delle chiavi interpretative e delle riflessioni sviluppatesi attorno al tema della sostenibilità.
Il confronto/convergenza tra questi bacini conoscitivi avviene collocando i percorsi progettuali all’interno di scenari operativi reali: gli allievi studieranno infatti contesti e affronteranno questioni di comunicazione inerenti ad imprese e associazioni locali, selezionate al fine sia di restituire la diversità di ambiti e di declinazioni del ‘fare sostenibile’, sia per offrire ai partecipanti un bacino applicativo tale da rispecchiare quanto affrontato durante la prima parte del corso: grafica, fotografia, produzione audiovisiva, animazione, web design, progettazione strategica.
A lato dell’esperienza didattica, il workshop indende favorire un prima forma di ricaduta di quanto maturato all’interno della cornice del Master sul territorio sardo. Oltre a ciò che potrà direttamente essere beneficiato dai soggetti partner, vi è l’auspicio che il lavoro compiuto dagli allievi possa complessivamente mettere in luce una parte di Sardegna capace di rispondere attivamente ai problemi e alle sfide posti dai profondi mutamenti in atto in settori quali: l’energia, l’edilizia, l’agroalimentare, il turismo, l’artigianato, l’educazione.
Trattasi di scenari nei quali la qualità della comunicazione gioca un ruolo centrale, tanto più se essa è mirata a costruire forme identitarie (di impresa, di prodotto, di servizio) connesse ad un’idea o visione di sviluppo sostenibile. Qui il designer trova un campo di lavoro analogamente impegnativo e mutevole (nei media,nei contesti d'uso, nei linguaggi, nei paradigmi), rispetto al quale è chiamato a fornire soluzioni progettuali  altrettanto versatili, innovative ed esemplari: di fatto, creare comunicazione che rispecchia coerentemente le qualità delle rispettive committenze.

Struttura del workshop

Pur con inevitabili sovrapposizioni, il workshop si articola in tre principali fasi: analisi del contesto di lavoro, formulazione di una strategia/approccio, elaborazione finale.
INCONTRO CON LA COMMITTENZA / SOPRALLUOGO
Durante la prima fase di lavoro, i gruppi degli allievi incontreranno le aziende/enti partecipanti.
Il principale scopo di questo passaggio è quello di conoscere e assimilare il contesto di progetto, qui inteso come: attività del committente (cosa fa?), i suoi interlocutori (per chi?), i canali e i mezzi di comunicazione impiegati (come?dove?quando?), il panorama dei destinatari, la concorrenza .
Ai fini di compiere un’analisi esaustiva dei rispettivi scenari operativi, è qui necessario raccogliere il materiale esistente (sia inerente all’attività, sia alle modalità di comunicazione in atto) e documentare il sopralluogo attraverso appunti, fotografie, riprese.
Parallelamente, l’incontro/intervista iniziale servirà inoltre per recepire le necessità di comunicazione del ‘cliente’ e per concordare/organizzare i successivi passaggi di lavoro (come, nel caso di produzione video, la pianificazione delle sessioni di ripresa).
Oltre che fornire le indispensabili coordinate di progetto, il sopralluogo presso le aziende/enti partner sarà inoltre utile per  raccogliere un primo insieme di elementi identitari, concetti, ispirazioni, rispetto al quale il processo creativo troverà fondamento.

PIANO DI COMUNICAZIONE E CONCEPT
Successivamente al lavoro di analisi, che sarà presentato e discusso in aula lunedì 20, h. 10.00 , verranno in questa fase affrontati i principali nuclei di progetto: cosa comunicare? come?
Gli allievi dovranno pertanto formulare un piano di comunicazione tale non solo da soddisfare le primarie necessità emerse, ma che sia inoltre capace, interpretando strategicamente i rispettivi ambiti, di suggerire eventuali e inedite modalità per migliorare/potenziare la comunicazione di ciascun committente.
Parallelamente e in accordo con le rispettive direzioni di progetto, in questa fase sarà prioritario: create le basi concettuali, costruire un insieme di riferenze, sperimentare scelte di linguaggio e di registro.  Soprattutto, caratteristica comune a tutti i progetti, è opportuno qui approfondire il rapporto tra identità aziendale (o di prodotto, o di servizio) e le caratteristiche/peculiarità di un ‘agire sostenibile’.
A conclusione della settimana (venerdì 21, h.10.00), i gruppi presenteranno l’avanzamento dei lavori, successivamente inoltrandolo ai rispettive committenze.

CREAZIONE DI UNA PRIMA SERIE DI ARTEFATTI
La fase conclusiva del workshop si prefigge di iniziare l’attuazione del piano di comunicazione precedentemente maturato, attraverso al produzione di una prima serie di artefatti comunicativi finiti e pronti all’uso.
Pur trattandosi -di fatto- di una verifica prototipale dei principali presupposti di progetto (analisi del contesto, strategia di comunicazione, approccio al tema) è fondamentale che tali elaborati superino il naturale livello di incompiutezza che ha contraddistinto i lavori  -esplicitamente propedeutici e/o sperimentali- svolti nella parte e iniziale del corso, e che quindi possano dimostrare l’acquisizione da parte dell’allievo di quella capacità di sintesi e di concretizzazione che è tipica del professionista. Naturalmente, ciò nei limiti di tempo e nelle possibilità realizzative propria di ciascun scenario di progetto. Gli elaborati finali saranno presentati sabato 29, h. 15.00.

VALUTAZIONE
Oltre ai docenti e collaboratori del Master, i quali supporteranno l’intero processo progettuale, i lavori saranno revisionati e valutati anche  dai docenti e dagli  gli ospiti internazionali che interverranno con la terza edizione del Corso Intensivo IP Erasmus Informanimation (13-30 giungo, 2013), attività didattica dedicata al confronto interdisciplinare tra design della comunicazione visiva e immagine in movimento.

Imprese e associazioni partecipanti

  • I.A.T. Consulenza e Progetti Srl, Cagliari
  • Edilana (di Essedi Srl), Gusgpini
  • Operatori del Proprio Ingegno 3M (Anastasia, Immacolata e Giovanna Mocci), Bosa 
  • Associazione di Promozione Sociale Walkingclass Factory, Porto Torres 
  • Pittalis Antonio Salvatore Efisio Sas., Tissi 
  • Consorzio Il Bue Rosso, Soc.Cooperativa Consortile Arl, Seneghe
  • Consorzio Agriturismi Alghero e Territorio, Alghero



Progetti



Marco Luitprandi, 10-12 giugno 2013


Il workshop percorrerà la fasi della progettazione visuale in ambienti digitali verificando tematiche come le modalità dell'interazione, i tempi della percezione, la crossmedialità, il responsive design. L'attenzione verrà posta al contenuto come elemento centrale della progettazione dell'interfaccia e delle modalità di interazione.

L'obbiettivo è quello di acquisire dimestichezza con le tematiche del graphic design misurandosi con ambienti, supporti, veicoli eterogenei e trasversali. A partire da un concept comune, gli studenti realizzeranno un progetto d'interfaccia capace di adattarsi a differenti formati verificandolo attraverso un prototipo che mostri il rapporto fra contenuti, comunicazione ed interazione.

1° giorno

introduzione alle tematiche e presentazione del progetto - formazione libera dei gruppi di lavoro - ideazione del visual, scelte strategiche, definizione delle modalità di interazione e progettazione template

2° giorno

progettazione template e restituzione esecutiva su tavola - definizione del prototipo, progettazione esecutiva - sviluppo del prototipo

3° giorno

sviluppo e conclusione del prototipo - presentazione dei lavori




Esperienze di tirocinio attivate durante l'edizione 2012/2013:


- ESTUDIO PÉREZ MEDINA S.L, Aracataca Street Number 14, 28033 Madrid

- School 9ZEROS DE BARCELONA SLU, B-62872049 C/Girona 54 Bajos, 08009 Barcelona

- Estudio Creativo MOLA S.L, Calle Juan Valera 4, 28014 Madrid

- IAAC - Institut for Advanced Architecture of Catalonia, C/Pujades 102, 08005 Barcelona

- Studio Pere Ferrer Fotògraf, C/Pallars 74-76, 1, 2. 08018 Barcelona

- Studio Montaner Muxi Arquitectes Slp, Verdaguer i Callis 2, 3°/, 08009 Barcelona

- EUMOGRÀFIC studio, Carrer Perot Rocaguinarda, 17, E-08500 Barcelona

- Herokid SL Studio, Calle Pamplona 89, 3 planta, 08018 Barcelona

- Tau Diseño, Calle Marqués de Valdeiglesias, 5, 3º izda. 28004 Madrid

- Jansana, De La Villa, De Paauw Arquitectes Slp, Av. Puerta del Angel 7, SAC 08002 Barcelona

- Uniform Communications Ltd, 200 Vanilla Factory, 39 Fleet Street, Liverpool, L17 0AW, UK

- ERRETRES,  Strategic Design Company, Plaza de España 11, 1º izda. 28008 Madrid

- ELISAVA Escola Superior de Disseny, La Rambla 30-32, 08002 Barcelona

- BASIC Estudio, C. Castella 33, esc. B, 4-3 · 08018 Barcelona

- The Virum Project s.l, c. Felix boix 14 1b, 28036 Madrid

- TANDEM Ltd., 26 Cross Street, London, N1 2BG, UK

- Grandes Almacenes Fnac España SA, Paseo de la Finca, nº1 – bloque 11 – 2ª planta 28223 Pozuelo (Madrid)

- JMC “Comunicació i Difusió Cultural per la Sostenibilitat” S.L., Medes, 6 al 10 bajos- 08023 Barcelona
Da anni ELISAVA è specializzata nella formazione in settori progettuali specifici che vanno dal Design della comunicazione, all'Ingegneria, all'Industrial Design, con un'articolata offerta formativa fortemente diretta sul piano internazionale a livello di Bachelor, Master professionali e Postgraduate. In particolare, il Master in Communication Design for Sustainability si collega Master in Design and Communication, esperienza in corso da anni presso il partner Catalano, e primo Master in Design mai realizzato in Spagna.



Valeria Brandano,
Ottobre 2012

Il corso di fotografia Sguardo, luce e memoria. Comunicazione fra etica ed estetica propone una riflessione sul bisogno di esprimere il proprio punto di vista e sull’esigenza di condividerlo con gli altri.
L’uomo ha sempre cercato di tener vivi, attraverso la luce e grazie a tecniche e tecnologie sempre più evolute, i propri ricordi e le proprie memorie. L’invenzione e l’utilizzo della fotografia ne sono una diretta conseguenza e una chiara testimonianza.

Lo sguardo, la memoria, la luce, la comunicazione diventano così, attraverso la fotografia, i cardini che rendono il linguaggio fotografico uno dei sistemi espressivi contemporanei più utili ed efficaci e, soprattutto negli ultimi tempi, universalmente e facilmente condivisibili. 
L’analisi delle opere di alcuni autori tra cui Liu Bolin, Wim Wenders, Juergen Teller Marina Abramovic, ci ha permesso, durante il corso, di analizzare, di discutere e di prendere coscienza delle varietà e della vastità di questa moderna tecnica espressiva, perennemente in bilico fra specchio dei nuovi traguardi tecnologici raggiunti e riflesso delle più antiche ricerche stilistiche.

Attenzione particolare è stata dedicata al tema della sostenibilità. In opere come Testament, (una fotografia che attraverso il processo di fotosintesi rimane impressa nel prato verticale fatto crescere per realizzare l’opera) gli artisti Ackroyd &Harvey, suggerendo la vulnerabilità dell’immagine, ci rimandano al tema della fragilità umana, della vita, della materia e al tempo stesso ci ricordano l’incredibile forza che sprigiona un filo d’erba grazie all’energia solare.

“Un altro motivo che mi ha portato a scegliere Venezia è stato il tema del surriscaldamento globale. Ogni tanto si vedono delle immagini di Venezia completamente inondata dall’acqua; vi è una certa preoccupazione che si percepisce anche attraverso le mie opere. Forse tra decenni Venezia non ci sarà più, ma le mie opere si.”

Liu Bolin, artista


Parallelamente al percorso teorico si è svolto, a cura di Marco Testoni, il laboratorio di tecnica fotografica di base e gestione della luce in studio in cui gli studenti sono stati guidati nella realizzazione di un progetto fotografico individuale sul tema della sostenibilità.

Elaborati fotografici .pdf.



 

Bibliografia:


- Roland Barthes, La camera chiara. Nota sulla fotografia, Piccola Biblioteca Einaudi 1980 e 2003

- Luigi Zoja, Giustizia e Bellezza, Bollati Boringhieri editore 2007

- Susan Sontag, Sulla fotografia. Realtà ed immagine nella nostra società, Einaudi 1978

Suggerimenti video:



- Palermo Shooting, Wim Werders, 2008 [ http://www.youtube.com/watch?v=ss9RPfAQ8b8  ]


Fusako Yusaki,
10-11 Gennaio 2013

L’obiettivo  del corso è la realizzazione di forme plastiche tridimensionali personali e fantastiche che attraverso la metamorfosi e il movimento possano permettere la realizzazione di una ripresa filmica in stop motion.
Si propone inoltre che la comunicazione venga attuata tramite la tridimensionalità della scena ottenuta dal rapporto volume-superficie-colore e dalle illusioni ottiche create dal gioco di luci e ombre.
In particolare si vuole evidenziare e sviluppare le potenzialità creative ed espressive  per lo sviluppo di una propria  identità artistica comunicativa.





PROGRAMMA

1° giorno
Presentazione del progetto e dei materiali utilizzabili per la   sua realizzazione.
Formazione libera di gruppi di lavoro, ideazione del soggetto  da realizzare con la plastilina  a passo uno e stesura di uno story board esecutivo.
Preparazione del materiale necessario alla realizzazione ed inizio delle riprese.

2°  giorno . .
Continuazione e conclusione delle riprese in animazione.
Sonorizzazione del filmato realizzato.
Presentazione del lavoro fatto raccontando lo spirito ed il significato del soggetto allo scopo di verificare in che misura la manualità ha permesso di  comunicare l’obiettivo iniziale.

Nicolò Ceccarelli, Marco Sironi, Carlo Turri
19-21 Dicembre 2012


Le finalità dell'esercitazione sono quelle di: valutare lo stato di apprendimento degli studenti rispetto al primo bimestre, verificare e milgiorare le capacità di lavoro individuale, creare un punto di sintesi delle attività svolte durante il primo bimestre del Master.

Scarica il .pdf dei progetti 

Il workshop prevede 3 giorni di lavoro (concept + test&verifiche + finalizzazione e presentazione) rivolti alla produzione un elaborato grafico cartaceo (formato poster -70X100) e/o un prodotto audiovisivo (formato spot - 15s, 720p), i cui scopi sono quelli di introdurre, sollevare l’interesse e stimolare l’attenzione verso una cultura della sostenibilità, sia essa intesa complessivamente o in una delle sue declinazioni (energie rinnovabili e salvaguardia ambientale / edilizia e trasporti / industria e artigianato / educazione e sensibilizzazione / commercio e consumo).

Chris Gavin
12-14 Dicembre 2012 


“Stop Motion” or “Stop Frame” refers to the technique of moving individual objects sequentially and recording the results frame by frame to create an animated movie. With just a digital camera, a PC and some dedicated stop-motion software, it's relatively easy to get started and this is an enjoyable medium that really encourages spontaneity and experimentation.


Commercial Stop Motion production however,often becomes a very laborious business. High-end feature films such as the Wallace & Gromit films, Coraline or Frankenweenie require a huge crew; industrial studio facilities and a production schedule spanning several years. Typically, these lavishly-produced Stop Motion films strive to create visually convincing worlds: the characters are constructed as highly engineered puppets containing sophisticated mechanical armatures; the sets are painstakingly-constructed models with every item hand-built to the most minute detail. Then the frame by frame shooting begins. Some scenes can take days or weeks to shoot, so for efficiency’s sake, multiple production crews work in parallel with filming taking place across several sets simultaneously.

But the stop motion technique does not necessarily dictate representational content bound-up in detail and technical complexity. We could also use this technique to produce fresh and immediate work; perhaps work which uses symbolic and graphical imagery rather than meticulously detailed sets and fiendishly complex models.

There is a long history of stop-motion animators using readily available or 'found' objects to make films. Many of Jan Svankmajer's animated films used everyday things to create new characters and worlds. The work of Pes often creates new and subversive meanings by re-purposing familiar household items. Sometimes it can be fun to use familiar objects; using the things already around us is certainly a good way to get started.

Lucia Cardone
Novembre 2012


Il corso si suddivide in due parti. Nelle prime sei ore si affrontano gli elementi primari del linguaggio cinematografico, vale a dire l’inquadratura e il montaggio, per poi arrivare al complesso problema della narrazione. La riflessione proposta muove dalle modalità di ripresa e dalle strategie di messa in quadro, per esaminare successivamente messa in serie e l’insieme delle operazioni che sono sottese alla costruzione del racconto filmico.  Sono oggetto di indagine le differenti possibilità offerte dal mezzo, in un confronto vivo e puntuale tra opzioni di linguaggio e principali soluzioni utilizzate nel corso della storia del cinema. Il percorso, pur nella sua brevità, si snoda tra l’avvento del dispositivo e le ricerche formali più avanzate, per unire idealmente l’invenzione della grammatica classica, le sperimentazioni delle avanguardie e gli esiti più innovativi del cinema della contemporaneità.


Nelle sei ore successive si assegna alle e agli allievi, suddivisi in quattro gruppi di lavoro, la realizzazione di un piccolo prodotto audiovisivo, della durata massima di cinque minuti, incentrato sul racconto di un mestiere. Si discutono i progetti proposti e le soluzioni prospettate e, in ultimo, nell’incontro conclusivo, si esaminano e commentano i prodotti. La parte operativa del corso si svolge in collaborazione con Marco Testoni, docente di fotografia e di ripresa.



L’obiettivo del corso risiede nell’alfabetizzare le allieve e gli allievi al linguaggio audiovisivo,  sia per quanto riguarda la storia delle forme sia per quanto concerne le abilità pratiche, fornendo loro non solo le competenze di base, ma stimolando soprattutto un utilizzo consapevole delle differenti soluzioni comunicative ed espressive offerte dal medium.


Bibliografia e riferimenti

Antonio Costa, Saper vedere il cinema, Bompiani, Milano 2011;
Maurizio Ambrosini, Lucia Cardone, Lorenzo Cuccu, Introduzione al linguaggio del film, Carocci, Roma 2010;
Sandra Lischi, Il linguaggio del video, Carocci, Roma 2005;
Paolo Bertetto (a cura di), Introduzione alla storia del cinema, UTET, Torino 2002;
Paolo Bertetto, Sergio Toffetti, Il cinema d’avanguardia in Europa, Il Castoro, Milano 1996;
André Bazin, Che cos’è il cinema?, Garzanti, Milano 1973 [numerose edizioni successive];
Sergej M. Ejzenstejn, Lezioni di regia, Einaudi, Torino 1964 [numerose edizioni successive].

Mark Anderson
06-07 dicembre 2012

Thinking with your hands è un workshop introduttivo concepito come una prefazione al processo investigativo e rappresentativo che gli studenti svilupperanno durante il programma di Masters.
Questo breve workshop toccherà una gamma di argomenti inerenti; dall'individuazione dei temi generali di sostenibilità e le modalità di rappresentazione, al linguaggio di comunicazione della sostenibilità stessa. Mentre è un dato di fatto che tutti, (come specialisti di comunicazione, nonché semplici cittadini), abbiamo una awareness crescente e conoscenze di base su questioni di sostenibilità e ambiente, il campo "sostenibilità" è incredibilmente vasto e complesso. Una parte degli obiettivi principali della comunicazione della sostenibilità consiste nel tradurre e distillare contesti spesso complessi e problematici attraverso linguaggi comuni e strumenti facilmente comprensibili ed efficaci.


L'attività principale del workshop sarà una serie di esercitazioni pratiche, costruzione di semplici modelli astratti. Questo sarà supportato da brevi presentazioni e discussioni informali. Il materiale che gli studenti avranno a loro disposizione per questo processo di pensiero con le loro mani sarà il sughero (di produzione locale) - un caso di studio informale.

L'idea alla base di questo workshop è relativamente semplice, e si prefigge di:

*dare agli studenti un momento per pensare con le mani (con materiali che sono facilmente manipolabili)

*indagare, riflettere e comunicare temi (o aspetti di temi) legati alla sostenibilità attraverso un linguaggio che è fisico e astratto, ma anche chiaro ed immediato.



Gli studenti si confronteranno con i diversi temi della sostenibilità e dovranno trovare un modo per comunicare le proprie idee e riflessioni attraverso modelli concettuali in tre dimensioni. Dovranno costruire una serie di modelli di studio, schizzi tridimensionali, (piccole sculture) usando il nostro materiale - sughero.

Nella progettazione di architettura e di prodotto i modelli concettuali sono spesso utilizzati per aiutare a comunicare e a spiegare le proposte progettuali. Nel nostro laboratorio, invece di comunicare l'idea di un’edificio, uno spazio, o di un prodotto, l'obiettivo è quello di comunicare la sostenibilità. L'uso di astrazione e metafora sarà introdotto a livello pragmatico con la creazione di modelli concettuali.



Claude Marzotto
21-23 novembre 2012

Premessa

“Tu hai paura del futuro? – gli chiedo. – No – mi dice. – Anzi lo anticipo – dice. – Trasformo i consumi in archeologia”. (Giuseppe Pontiggia, intervista a Michele Provinciali in “Imago 12”, 1969).

Il workshop sperimenta la relazione tra l’etica della sostenibilità e l’estetica della traccia, attraverso la metafora del “carbon footprint” e alcune ipotesi di lavoro. L’attenzione per le impronte generate dai nostri comportamenti quotidiani può alimentare la consapevolezza dell’impatto ambientale dei più piccoli gesti. La sensibilità per le qualità espressive che l’usura conferisce agli oggetti implica un rapporto di empatia con la loro “biodiversità” e incoraggia un’interazione creativa con gli scarti, lontana dalla cultura dell’usa e getta. Più in generale la traccia, come indice della permanenza del passato sulla superficie degli oggetti, rende visibile e tangibile la durata a lungo termine dei prodotti di consumo, all’interno di un ecosistema materiale dove, com’è noto, “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.

Il laboratorio coinvolge gli studenti nello sviluppo di un linguaggio visivo in grado di raccontare la dimensione anche casuale del quotidiano e della vita degli oggetti, sul piano dell’empatia e della singolarità; in termini semiotici potremmo dire una poetica degli indici, diversa e per molti versi complementare al linguaggio universale e “standard” delle icone, e perciò capace di arricchire le nostre risorse grafiche, comunicative e progettuali.

Non è un caso che molti artisti e designer, dal Novecento a oggi, siano stati appassionati “beachcomber”, rastrellatori di spiagge e collezionisti di scarti. I principali riferimenti nella storia del design vanno alla New Bauhaus di Lázló Moholy-Nagy e György Kepes, promotori di un modello didattico che assimila il “processo del fare” artistico allo sviluppo delle forme naturali, in quanto tracce cioè diagrammi di un movimento organico; alla poetica degli oggetti grafici di Michele Provinciali (già studente della New Bauhaus); agli inesauribili esperimenti di Munari; alla creatività diffusa del bricolage e del “design anonimo”… Nella costellazione pressoché infinita delle ricerche artistiche fondate sulla traccia basti ricordare l’opera di Marcel Duchamp, la sua nozione di “differenza infrasottile” e il metodo applicato in Trois stoppage étalon (1913-14). Per un’analisi approfondita del “paradigma dell’impronta” nella storia dell’arte si rimanda agli studi critici di Georges Didi-Huberman.

Fasi di lavoro

Primo giorno.
Lezione introduttiva e dimostrazione delle tecniche grafiche d’impronta (timbri e stencil); raccolta di oggetti quotidiani, osservazione e rilievo delle tracce.

Secondo giorno.
Raccolta e archiviazione di un “inventario” condiviso di impronte del quotidiano; fabbricazione di un kit di matrici per la stampa (timbri e stencil).

Terzo giorno.
Elaborazione di un piccolo artefatto di comunicazione (poster-pieghevole).

Bibliografia

  • Vladimir Archipov, Design del popolo. 220 invenzioni della Russia post-sovietica, ISBN 2007
  • Lázló Moholy-Nagy, Vision in motion, Theobald 1947
  • György Kepes, Language of vision, Theobald 1944. Trad. it. Il linguaggio della visione, Dedalo 1990
  • Bruno Munari, Rose nell’insalata, 1974. Ristampa Corraini Editore
  • Bruno Munari, Xerografie originali. Un esempio di sperimentazione sistematica strumentale, 1977. Ristampa Corraini Editore 
  • AA.VV., Michele Provinciali, Gangemi Editore 2006
  • AA.VV., Provinciali, Alinari 1982
  • Georges Didi-Huberman, La ressemblance par contact : Archéologie, anachronisme et modernité de l'empreinte, Les Éditions de Minuit 2008. Trad. it. La somiglianza per contatto. Archeologia, anacronismo e modernità dell'impronta, Bollati Boringhieri 2009